Negli ultimi anni, sempre più spesso, si sente parlare di fanfiction diventate libri di successo. Prendi un libro, lo sfogli, ti informi ed ecco la rivelazione: nasce come fanfction.
Per chi non lo sapesse vi riporto la definizione di Wiki: una fanfiction o fan fiction (abbreviato comunemente in fanfic, FF o fic) è un’opera scritta dai fan (da qui il nome) prendendo come spunto le storie o i personaggi di un’opera originale.
Esistono fanfiction stupende, scritte benissimo, ne ricordo una su Sailor Moon veramente splendida, il problema sorge quando la fanfic smette di esserlo perché qualcuno decide di pubblicarla.
La domanda è: pur con le dovute modifiche una fanfction quanto può essere originale?
Lo sapete, adoro il fantasy e, in questo genere, è molto difficile trovare qualcosa di davvero originale e nuovo, dunque quando mi imbatto in questi libri mi sento leggermente presa in giro. Perchè tanti autori talentuosi si impegnano per scrivere cose nuove se poi basta scrivere una fanfiction per vendere a palate?
Se non conosci il libro originale non puoi accorgerti di niente ma se, sventuratamente, lo hai letto?
Prendiamo il tanto celebre 50 sfumature di grigio fanfiction del più famoso Twilight. Prendiamo Bella e Edward, rendiamo lui umano, tormentato non più dalla sua natura di vampiro ma dalle sue perversioni sessuali. Via licantropi e magia, ma sotto sotto lasciamo la stessa sostanza. La storia è cambiata tuttavia riusciamo ancora a scorgere qualcosa di Bella ed Edward sotto la superficie…
Tra l’altro non parliamo di un manga sconosciuto in Italia ma di uno dei più famosi, se il tuo romanzo è una fanfic di un manga sconosciuto ci sono molte meno probabilità che i lettori se ne accorgano ma con Inu-yasha…
Cosa ne pensate? Vi piacciono questi romanzi che prendono spunto da altre storie? Oppure preferite storie più originali (per quanto possibile)?
Trovare una storia davvero originale è difficile, specie nel fantasy è normale ritrovare i soliti cliché: la quest, il mago, il nano burbero. Questi elementi, diciamo classici, se ben mescolati con colpi di scena e idee originali possono comunque dare vita a un bel romanzo ma qui stiamo parlando di altri livelli…
Qualche esempio? La Spada di Shannara è un omaggio a Il Signore degli Anelli questo ha fatto discutere in lungo e in largo, bene o male, Terry Brooks nei libri successivi, a partire da Le Pietre Magiche di Shannara si è discostato da Tolkien creando una sua saga originale (che piaccia o meno). In questi casi però l’intento è palese e dichiarato.
Anche il più recente Magisterium di Cassandra Clare e Holly Black è un omaggio ad Harry Potter e le somiglianze saltano immediatamente all’occhio. Scrivere un libro come omaggio ad Harry Potter… ok ci sta: ma sette? Senza contare che, bene o male, avendo letto Harry Potter so già quello che, in linea di massima, accadrà nei prossimi libri (a meno che le due autrici non decidano di distaccarsene). Riusciranno la Clare e la Black a discostarsi da HP oppure no? E ha senso scrivere sette libri fondamentalmente MOLTO simili ad Harry Potter? Non basta HP?
Poi ci sono quegli autori che, pur prendendo spunto da saghe molto note, lo fanno bene. Sono casi rarissimi, l’unica saga che ho letto per ora è quella di Percy Jackson e gli dei dell’Olimpo.
La struttura di base è molto simile a quella di Harry Potter: protagonisti due ragazzi e una ragazza, frequentano un campo estivo per persone dotate di poteri speciali ( in Harry Potter la scuola di magia per maghi). Percy va a al Campo in estate e torna a casa durante l’anno scolastico (Harry frequenta la scuola durante l’anno e torna a casa in estate). In ogni libro i tre ragazzi affrontano una missione pericolosa, il campo è diviso in Case (quella di Atena, quella di Ares etc.) in Harry Potter ci sono le famose quattro case (Grifondoro, Serpeverde, Tassorosso e Corvonero). Per fortuna Riordan non solo ha modernizzato le antiche divinità, ma lo ha fatto in modo spassoso. Percy è divertente, i libri stessi sono molto ironici e l’autore non si prende mai troppo sul serio. Nel corso di tutta la saga, Riordan mantiene alto il livello con le battute taglienti di Percy e i titoli dei capitoli che sono un programma ad esempio: “Mi fregano il pegaso”.
Insomma ci si può ispirare (fino a un certo punto) a una saga molto nota e fare lo stesso un buon lavoro, dipende dalle capacità dell’autore. Certo il limite è veramente molto sottile e non tutti sanno dove fermarsi.
Io, da parte mia, continuo a preferire le saghe originali, tuttavia non disdegno di farmi qualche risata con i libri di Percy Jackson. E voi?
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