quando ho recensito il primo libro della serie di Melissa Marr sulle fate dei romanzi celtici vi siete divisi nel consigliarmi o meno di continuare la saga, incuriosita ovviamente da questi pareri discordanti mi sono decisa a leggere anche il secondo per farmi una migliore idea di cosa avevo per le mani.
Purtroppo il mio ritorno al mondo urban-fantasy della Marr non è stato dei migliori
nel piattino abbiamo: paranormal
Ink Exchange
Melissa MarrEdito da Fazi Editore (7 novembre 2010)
Pagine 328
cartaceo copertina rigida € 18,50 – flessibile € 6,90 – ebook € 5,99
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TRAMA DELL’EDITORE
Misconosciuta ai mortali, una lotta per il potere si sta scatenando in un mondo di ombre e pericoli. Dopo secoli di stabilità, l’equilibrio all’interno delle corti fatate si è spezzato e Irial, il re della Corte Oscura, si batte per salvaguardare i suoi sudditi, ribelli e vulnerabili. Se dovesse fallire, ne seguirebbero spargimenti di sangue e crudeltà spietate. Leslie, a diciassette anni, non sa niente né delle fate né dei loro intrighi. D’improvviso si sente attratta da un tatuaggio incantato: capisce di doverlo avere a ogni costo, convinta che sia il simbolo tangibile di quel cambiamento che sta disperatamente cercando. Il tatuaggio in effetti porterà con sé molte trasformazioni, ma non del genere che lei immaginava: sono eventi sinistri e avvincenti, tutt’altro che simbolici. Avvenimenti che uniranno Leslie a Irial, attirandola sempre più in un universo fatato cui sembrerà incapace di resistere, scoprendosi impotente di fronte ai suoi pericoli. Dopo Wicked Lovely, Melissa Marr prosegue nel racconto delle avventure del Piccolo Popolo in una seducente storia di tentazioni e inganni: fino a un ultimo, imprevedibile gesto eroico.
Una tazzina e mezzo…
La trama mi ispirava molto più di quella di Wicked Lovely, ma l’autrice come nel precedente ha tra le mani un grande potenziale e non sa sfruttarlo. Per quanto abbia delineato dei protagonisti dalla vita pesantemente segnata questi non trasmettono le emozioni intense che mi sarei aspettata; la Marr è una scrittrice fluida, ma si riconferma come la narratrice un po’ troppo piatta trovata nel primo libro. Qui risulta ancora più evidente perché sono proprio i protagonisti a pagarne le conseguenze, più mirati e problematici di Ash e Seth, che dovrebbero trainare la storia invece perdeno lo spessore che si dovrebbe attribuire loro.
Leslie è una ragazza segnata dalla violenza e l’indifferenza delle quattro mura familiari. Tenta di leccarsi le ferite come meglio può per cercare di andare avanti, ma i ricordi sono spiacevoli e la tormentano dal profondo. Ripetersi di essere sopravissuta la aiuta, soffoca la paura… anche se non sempre.
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