oggi vi parlo di “Kimi ni todoke”, un anime di genere shoujo, scolastico e sentimentale di 25 episodi (1 stagione) e altri 12 espisodi (2 stagione), andato in onda in Giappone dal 4 novembre 2009 al 23 marzo 2010 e basato sul manga di Karuho Shiina (pubblicato in Italia da StarComics col titolo “Attivare a te”), il quale nel 2008 ha vinto il premio come miglior shōjo alla 32ª edizione del Premio Kodansha.
L’anime lo trovate sul web in giapponese con sottotitoli in italiano.
nel piattino abbiamo: shoujo
Kimi ni todoke
(Arrivare a te)TRAMA
Sawako Kuronuma, con i suoi lunghi capelli neri, la sua carnagione esangue e la sua voce lugubre sembra proprio uscita da un film dell’orrore: non a caso è stata ribattezzata, fin dalle elementari, “Sadako”, come la protagonista di The Ring. Al suo passaggio tutti fuggono in preda allo spavento e si mormora che non solo la ragazza sia in grado di vedere i fantasmi ma anche che a chi incontra il suo sguardo per più di dieci secondi succeda poi qualcosa di terribile. Peccato che Sawako sia in realtà una ragazza molto timida, gentile ed educata, che desidera solo essere di aiuto agli altri e farsi degli amici. Il suo modello ideale è Shouta Kazehaya, un ragazzo socievole e solare, dotato della naturale capacità di mettere a loro agio le persone, l’unico in tutta la scuola a chiamare Sawako con il suo vero nome e a salutarla di mattina, diventando così l’eroe della nostra protagonista..
RECENSIONE DI VALY:
Una visione che decisamente sfora le 4 tazzine, non da cinque… ma da quattro e un po’.
“Kimi ni todoke” è un bell’anime, si guarda tutto con interesse e si tifa per la coppia principale, con la speranza costante che i due amici superino la loro timidezza e riescano a dichiararsi a vicenda e a stare finalmente insieme. Kazehaya è un ottimo personaggio, un bravo ragazzo che cerca di aiutare la protagonista in ogni modo, è tenerissimo quando arrossisce in presenza di Sawako, o quando cerca di prenderla per mano o baciarla, mi è piaciuto molto! Sawako, dal canto suo, è una ragazza buona, con dei complessi e delle paure che la bloccano, si entra facilmente in sintonia con lei e si rimane a bocca aperta quando inaspettatamente riesce a sorridere in modo aperto e felice ai suoi compagni grazie a Kazehaya.
Purtroppo, la prima stagione dell’anime non fa accadere nulla di che tra i due (delusione!) e la seconda stagione va a rilento, tra incomprensioni varie, rivali in amore, problemi con amicizie, tralasciando gli sviluppi della coppia principale, la quale resta bloccata nel giro di boa dell’amicizia, in quella fastidiosa “friendzone” che sembra infinita. Lo spettatore arriva stremato agli ultimi episodi della seconda stagione: i vari tentativi di avvicinamento sentimentale che avrebbero potuto dare subito un happy end sono miseramente falliti (io mi sarei messa le mani nei capelli al loro posto), non si ha più la speranza di vedere una dichiarazione ricambiata e soprattutto il tanto atteso e sospirato fidanzamento tra i due. Le due stagioni dell’anime avevano tutte le carte in regola per essere bellissime, per prendere le mie cinque tazzine su cinque e entrare nelle mie preferite in assoluto, ma così non è stato.
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