9 novembre 2017

Recensione a “Rebel. Il tradimento” di Alwyn Hamilton

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Buon giorno cuplovers, oggi torniamo nel deserto tra tempeste di sabbia, Djinni, intrighi, sparatorie, battaglie e poteri straordinari. “Rebel. Il tradimento” di Alwyn Hamilton si è rivelato una lettura appassionante, esotica e magica, con una storia complessa e piena di colpi di scena.

nel piattino abbiamo: love story 01 - compulsivamente lettrice - 6 ciambella romance sul blog letterario de le tazzine di yoko / fantasy classico 01 - compulsivamente lettrice - 3 torta fantasy sul blog letterario de le tazzine di yoko

Rebel. Il tradimento

(Traitor to the Throne)
Alwyn Hamilton
Edito da Giunti Editore (02 novembre 2016)
Pagine 445
ebook € 4,99 – cartaceo cop.flessibile € 6,90/rigida € 17,00
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TRAMA DELL’EDITORE
Sono passati pochi mesi da quando Amani, dall’infallibile mira, ha incontrato il misterioso Jin ed è fuggita dal suo paesino nel deserto terribile e meraviglioso del Miraji sul dorso di un buraqi, mitico destriero fatto di sabbia e vento, in cerca della propria libertà. Ora sta invece combattendo per liberare una nazione intera da un tiranno sanguinario che non ha esitato a trucidare il padre pur di salire al trono. Amani si trova prigioniera nell’epicentro stesso del potere, il palazzo del Sultano, ed è determinata a rovesciarne il regime. Disperatamente concentrata nello sforzo di scoprire i segreti di corte, cerca di dimenticare che Jin è scomparso proprio quando le sembrava più vicino e di essere lei stessa pericolosamente in balia del nemico. Ma con il passare del tempo Amani arriverà a chiedersi se davvero il Sultano sia il tiranno che le è stato descritto e chi sia il vero traditore nei confronti della sua terra così bruciata dal sole e piena di magia. Dimenticate quello che pensavate del Miraji, della ribellione, dei Djinni, di Jin e del Bandito dagli Occhi Blu. In ”Rebel. Il tradimento” l’unica certezza è che tutto cambierà. Un mondo di passioni intense, dove padri e figli sono pronti a uccidersi a vicenda, ma dove anche l’amore è ardente come il deserto.

Direttamente nei miei preferiti…cinque tazzine tondissime!
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“Rebel. Il tradimento” si è rivelato una lettura appassionante, l’ho adorato, l’autrice è riuscita di nuovo a trasportarmi nel suo magico mondo fatto di sabbia e Djinni, un mondo di leggende, popolato da antichi eroi, tra intrighi, tradimenti e combattimenti all’ultimo sangue. L’ho letto tutto d’un fiato e l’ho davvero adorato così come ho amato i due protagonisti: Jin e Amani.
Se volevate più romanticismo in questo secondo volume… rimarrete delusi, tuttavia a me, personalmente è piaciuto di più rispetto al primo romanzo perché, come ormai avrete capito, adoro i villain e il Sultano si è rivelato un personaggio davvero interessante.

Rebel è un romanzo affascinante, ricco di storie, di leggende, a tratti, sembra di trovarsi all’interno una storia delle Mille e una notte con la loro crudeltà e il loro fascino, ho amato molto le parti che sono narrate come se fossero delle antiche favole.

Amani si risveglia all’accampamento ribella da sola, dopo essere stata per lungo tempo tra la vita e la morte, Jin è andato a combattere lontano e la ragazza è in collera con lui: come ha potuto abbandonarla proprio mentre era in punto di morte? Il destino la farà le farà ritrovare la famosa zia, quella che, all’inizio della storia, Amani era intenzionata a trovare ma la donna si rivelerà ben diversa da come Amani la immaginava. Safiya incolpa la nipote per la morte della sorella e la cattura consegnandola al Sultano. Il personaggio di Safiya è davvero detestabile, se provava un così grande affetto per la sorella, perché non è mai tornata a trovarla? Perché non si è mai recata a Dustwalk? Safiya desiderava che la sorella la raggiungesse ma non ha mai pensato di tornare indietro per lei… Decisa a vendicarsi della nipote che incolpa per la morte della sorella, Safiya vende Amani proprio al Sultano. Il padre di Jin e Ahmed, l’uomo contro cui Amani e gli altri ribelli lottano con tutte le loro forze.

Il Sultano adora i demdji come lei, nati da un genitore djinni e dotati di incredibili poteri. Il destino di Amani è dunque segnato? Prigioniera, privata dei suoi poteri e costretta ad obbedire agli ordini del Sultano, la nostra Amani si ritrova catapultata nel mondo di palazzo, nell’harem, circondata da donne la cui sopravvivenza dipende dal rimanere nelle grazie del Sultano e dove le nuove arrivate sono viste come nemiche e rivali.

Man mano che si avanza nella lettura è impossibile non rimanere affascinanti dall’insidiosa vita di palazzo e dal Sultano. Il Sultano non è il classico “cattivo”, sa prendere le decisioni in fretta, è deciso, non si permette tentennamenti e, a modo suo, è convinto di fare il bene del suo paese. Il Sultano salì al potere uccidendo i fratelli per evitare la rovina del Miraji. Il paese era circondato da due eserciti nemici, l’allora Sultano credeva di poterli contrastare entrambi ma uno dei suoi figli non ne era convinto. Ai suoi occhi era necessario fare un compromesso per salvare il Paese, altrimenti, il Miraji sarebbe stato distrutto. I due eserciti invasori avrebbero potuto allearsi tra loro e spartirsi il Miraji come meglio volevano così… scese a patti con uno dei nemici e permise ai Gallan di impadronirsi di parte del regno. Un uomo pragmatico che non esita ad accettare la verità, che odia il suo erede e che è disposto ad ammettere che il suo figlio Ribelle è anche il più adatto a salire sul trono. Ciò non vuol dire che non sia un uomo spietato, che non si fa problemi a piegare gli altri ai propri desideri e ad usare i suoi stessi figli come mere pedine.
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1 commento

  1. Concordo sulla "bellezza" del personaggio del Sultano e ho amato moltissimo questo secondo volume ♡
    Mi è piaciuto come Amani abbia affrontato la sua prigionia all'interno dell'harem e amo il modo in cui l'autrice lega magia e leggende all'interno del suo libro. Non vedo l'ora di poter leggere il terzo! *-*

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